I nostri clienti della distribuzione intermedia non usano Optivo come TMS giornaliero — quello ce l'hanno già, spesso costruito o personalizzato sui propri processi. Lo usano per le decisioni strategiche che il TMS non risolve: quanto costa inserire una nuova farmacia nel giro, vale la pena tenere quel cluster geografico, come si comporta il giro se cambia il mix dei clienti, quale ricomposizione recupera marginalità senza buttare via le routine degli autisti.
La pianificazione strategica nella DIF italiana è un esercizio mensile o trimestrale, non giornaliero. Funziona così: il responsabile pianificazione carica nel sistema i giri attuali, aggiorna volumi e finestre orarie, simula uno o più scenari alternativi (nuovi mandati, cluster diversi, frequenza modificata) e decide se applicare la ricomposizione — selettivamente, sui 2-3 cluster con drift maggiore — o se aspettare.
È un modello qualitativamente diverso dall'ottimizzazione "una volta e basta". La pianificazione diventa un processo continuo invece che un evento episodico, e il distributore recupera in poche settimane il drift di ottimalità che si è accumulato in anni. Ne abbiamo scritto in dettaglio nel pillar sulla logistica farmaceutica.
Tecnicamente è il pattern che il settore B2B sta progressivamente codificando come control tower logistica: un punto di vista unificato che vede simultaneamente i giri attuali, gli scenari alternativi, l'impatto delle decisioni di crescita o ricomposizione. La differenza non è la presenza dei dati — quelli ci sono — ma la capacità di leggerli insieme nel momento in cui serve decidere.